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| VEZZESI : 1440 | SUP. COM. (Kmq) : 54 | H. m. : 1080 slm |
| DA BRESCIA Km. : 107 | PREFISSO TEL. : 0364 | CAP. : 25059 |
Le Immagini del Paese
| Vezza d'Oglio
| Parrocchiale di S.Martino
| Chiesetta di S.Clemente
| Baite in Val Grande
| Laghetto dei Serotti
| Paesaggi di Vezza
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TELEFONI UTILI: Municipio, via Nazionale n.51, tel. 76126-76492.
Associazione Pro Loco Vezza D'Oglio, via Nazionale n.91, tel.
76131.
MERCATO: il giovedì.
MANIFESTAZIONI: Il patrono, San Martino vescovo, è
festeggiato l'11 novembre. A Natale: viene organizzata una rassegna
dei presepi del paese. A gennaio: "i falò e la stella", festa della banda musicale.
In agosto: Festa degli Alpini nella chiesa
di San Clemente. Sempre in agosto: Palio
delle contrade, Festa dell'ospite e Fiera di Santa
Rosa. Il 29 settembre: la Fiera di San Michele. Una fiera è
in calendario il primo martedì dopo le festività
dei Morti a novembre.
LOCALITA' COMUNALI :
(Molte delle località di seguito riportate forse non sono più presenti nella memoria delle nuove generazioni o nelle carte, o nei contratti notarili o nei testi contemporanei. Alcune risalgono, nella loro identificazione, a molti secoli addietro, altre hanno mantenuto intatto la loro localizzazione e il loro nome passando di proprietà in proprietà, altre ancora, anche ai nostri giorni, sono presenti in carte catastali, in contratti di compra vendita o semplicemente nella parlata di tutti i giorni).
Acqua Calda (Aqua calda) m.1376 a N di Vezza d'Oglio,
in Val Grande.
Aperta (Aèrta), Valle minore, laterale della Valle
Camonica e posta a SE di Vezza d'Oglio, aperta ad O sul lato
destro della Val Paghera, dalla voce dialettale maschile "aèrt"
= aperto.
Asino (A'sen) m.2225, pianoro situato sul fondo della Val
Grande che si apre a N verso Vezza d'Oglio. Il nome potrebbe
deriverebbe dal fatto che l'asino, insieme al mulo erano e sono
quadrupedi molto usati in montagna e diffusi nella zona come
mezzi di trasporto.
Bàrech m.1010, a NO di Vezza d'Oglio.
Betti (Bète) m.1741, spiazzo a N di Vezza d'Oglio,
posto al termine della Val Grande, sul lato destro della Valle
Camonica; deriverebbe da un soprannome locale.
Bianchi (Bianchi) m.1500, a S di Vezza d'Oglio, sul versante
sinistro della Val Paghera; deriverebbe dal cognome Bianchi molto
diffuso anche in alta valle Camonica, oppure da "bianco".
Bighera (Bighéra) m.1370, valle a N di Vezza d'Oglio
sul fianco destro della Val Camonica risalente verso il monte
Tremoncelli ed il monte Serottini. Probabilmente il nome deriva
da "bighe" = foglie di abete.
Bonavetti (Bonaèc) m.1730, località identificabile
anche in antiche carte geografiche, sul fianco destro del torrente
della Val Grande che sfocia nel fiume Oglio a Vezza; probabilmente
dal nome di una famiglia proprietaria di terreni in zona.
Bormo (Bòrom) m. 1521, a N di Vezza d'Oglio sul
fianco sinistro della Val Grande. Deriverebbe dal nome della divinità
celtica "Bormo", anche di origine o gallica o ligure,
altri farebbero riferimento all'omonima con la città Valtellinese
di "Bormio".
Cadonno (Carona) m.1087, in passato nella zona era localizzata
una piccola cappella ad E di Vezza d'Oglio sopra la strada provinciale
che conduce a Ponte di Legno. Potrebbe derivare dai nomi personali
romani "Caturone", "Carona" o da "Quadra".
Campaccio (Campàc), ad O di Vezza d'Oglio, da "Campàc"
= peggiorativo di campo, molte località, anche al di fuori
della Valle Camonica, hanno questo nome che identifica dei terreni
aridi o di difficile coltivazione.
Caretti (Carét) m.1740, località situata
nella piana del fiume che scende dalla Val Grande e che confluisce
nell'Oglio a Vezza.
Casinelle-o (Casinèle; Casinèl) m.1450, sul
fianco destro della Val Grande. Potrebbe derivare da "casinelle",
diminutivo di "casine" = cascine, oppure dal fatto che
questa località si trova nella zona delle "casere"
= locali dove si prepara il formaggio, il burro o i derivati in
genere del latte.
Casini-a-e (Casì; Casina-e) m.1700, vecchie malghe
a N di Vezza d'Oglio sul fianco sinistro della Val Grande chiamate
"Casini di Clé", anche questa località
prende nome da "cascina", intesa come locale dove avviene
la lavorazione del latte ma anche dove si allevano e si pasturano
le vacche, oppure si intendono come semplici diminutivi di casa.
Castelletto (Castèlet), a NE di Vezza d'Oglio, all'inizio
della Val Grande.
Cevole (Shéole) m.2616, monte sul fianco destro
della Val Grande.
Cipli (Ciaplì) m.1600, a NE di Vezza d'Oglio sul
fianco destro della valle, potrebbe derivare da "ciapela"
= piccola cappella, forse in loco sorgeva una antica cappelletta
o un crocefisso.
Clé (Clé) m.1700, vecchie malghe a N di Vezza
d'Oglio sul fianco destro della Val Grande. In alta montagna è
cosa usuale costruire recinti con fascine o graticci, infatti
deriverebbe da "cleda" o "cleia" = graticcio.
Conforti (Confòrc) m.1137, a S di Vezza d'Oglio
sul versante sinistro della valle, deriverebbe da un cognome molto
presente in zona.
Cormignano (Cormignà) m.1407 a NO di Vezza
d'Oglio sul versante D. della Valle, da "Carminianus"
che sarebbe derivato a sua volta dai nomi personali romani "Carminius"
e "Crimillius" oppure da un composto di "corte"
= luogo dove avvenivano la raccolta delle messi.
Corsù (Corshò) m.1278, località posta
di fronte a Vezza d'Oglio sul lato sinistro del fiume Oglio.
Cuculo (Cùgol) m.1400, località a NO di Vezza
d'Oglio sul versante destro della Val Grande. Deriverebbe da "cògol"
= ciottolo, oppure da "cugulus" = mucchio.
Cuelo (Cuél), a N di Vezza d'Oglio, è un
nome molto diffusa anche nella val dell'Aglione e Loveno.
Davena (Davèna) m.909 a SO di Vezza d'Oglio, il
toponimo da "Vena" oppure da "avena" = biada.
Qualche studioso farebbe derivare il nome Davena da "vena"
cioè una vena mineraria, ma questa versione viene messa
in dubbio dato che in zona non esistono, a memoria d'uomo, filoni
minerari o miniere.
Dombastone (Don bastù) m.1895 a N di Vezza d'Oglio,
sul fianco destro della Val Grande confinando con la Valtellina,
troviamo il Passo Dombastone che secondo la credenza popolare
è chiamato così dal soprannome di un famoso sacerdote
di Vezza, amante della montagna, che portava sempre con sé
nelle sue innumerevoli escursioni, il bastone da montagna.
Dosso (Dòsh) m.371, località a NE di Vezza
d'Oglio. Proviene da "dorsum" = dosso, inteso come piano
rialzato del terreno, oppure, trattandosi di alta montagna, una
cima, un poggio o un pianale.
Fopa; Foppa (Fòpa), a NE di Vezza d'Oglio, sul fianco
sinistro della Val Grande si apre la "Val della Fopa",
che deriverebbe quasi sicuramente dal latino "fovea"
= fossa, buca o concavità, descrivendo chiaramente le caratteristiche
della zona.
Giorgi (Sòrsh; Sorsì) m.1400, vecchia baita
a SE di Vezza d'Oglio , posta sul versante destro della Val Paghera.
Etimologicamente deriva quasi certamente da un cognome, molto
diffuso nella zona.
Glant (Glant) m.1361 e 1364, a NO di Vezza d'Oglio, trattasi
di antichi cascinali posti sul lato destro della Val Grande. La
parola "glant" deriva dal vocabolo latino "glantus"
= bianco.
Glera (Gléra; Glére) m.2778, a NE di Vezza
d'Oglio sul fianco sinistro della Val Grande è localizzato
un monte roccioso chiamato "Cime di Glére". Visto
che il vocabolo "glera" deriva da "glantus"
= ghiaia, ciò definisce la natura del suddetto monte.
Grano (Grà) m1223 a O di Vezza d'Oglio, alla confluenza
della Val Grande con la Valle Camonica, deriverebbe dalla voce
romana "granum" = derrata.
Gregorini (Gregorì) m.1034, a SO di Vezza d'Oglio,
trattasi di antica baita posta sul versante sinistro della Val
Grande. Deriverebbe quasi sicuramente da un cognome abbastanza
diffuso nella zona.
Grun (Gròm) m.2763, a NO di Vezza d'Oglio sui monti
posti nel fianco destro della Val Grande trovasi le "Cime
di Grom", la "Valle di Grom", chiamata altresì
"Agrame", ma detta di "Grom", ed anche un
cascinale omonimo posto a 2000 metri circa. Potrebbe derivare
dal vocabolo bergamasco "gròm" = mucchio o dalla
voce latina "grumus" = mucchio di terra, ma un'altra
scuola di pensiero dice che deriverebbe da "gròm"
= erba parassita dei prati, tarpigna.
Gussa (Gùsha) m.1500 e m.1367, a N di Vezza d'Oglio,
rispettivamente "Casere di Gùsha" e "Piane
di Gùsha", poste sul versante sinistro della Val Grande.
Potrebbe derivare dal vocabolo "gusha" o "gùsha"
= scoiattolo oppure anche da "gòsha" = aguzza.
Gussani (Ghùshanì) m.1300, a N di Vezza
d'Oglio, nel versante sinistro della Val Grande, antiche cascine
a S della località "Gussa".
Ligerini (Legerini) m.1721, a N di Vezza d'Oglio sul fianco
sinistro del fiume della Val Grande. Il nome di questa località
proverrebbe dal cognome omonimo.
Margine (Màrsen) m.1491 e m.1465, a NE di Vezza
d'Oglio sul versante sinistro della Val Pisore vecchie baite ora
ristrutturate. Deriva dal vocabolo "Màrsen" =
margine.
Mattacèul (Mataciòl) m.3845, a NE di Vezza
d'Oglio sul fianco destro della valle Camonica, vi è la
"Shima Mataciòl". Deriverebbe dalla voce pre-latina
"mata" = cespuglio ma anche guglia rocciosa, ma più
facilmente dal vocabolo dialettale, inteso perciò come
mucchio di sassi o piramide artificiali di sassi eretta su cime
montagnose o collinari.
Micheti (Michéi) m.1381, ad O di Vezza ed a NE di
Incudine, località posta sul lato destro della valle Camonica.
Moci (Mòc) m.1643, a N di Vezza d'Oglio, questa
località identifica, su alcune mappe dei vecchi cascinali
posti sul versante destro della Val Grande sotto la località
"corni di Cevole". Deriverebbe probabilmente dal cognome
"Mòc".
Mondadic (Mondadìch; Mondadìsh) m.1100.
Risalendo il corso del fiume Oglio verso la Val Paghera, sul versante
sinistro della Montagna troviamo questa località. Potrebbe
derivare dalle parole "mons a die" = monte a mattina
, oppure dall'aggettivo "mondi" = mondati o puliti,
nel senso di "nudi" di vegetazione, ma più probabilmente
proverrebbe dalla parola "mondadìsh" = strame,
cioè tutto ciò che si leva da un prato per renderlo
pulito.
Monte (Mònc) m.1630 a NO di Vezza d'Oglio, sul lato
destro del torrente di Val Grande c'è una casa chiamata
"casa Mònc della Valle". E' chiara l'etimologia
da "monte", "bosco".
Muralta (Mùr alt) m.2524, a NE di Vezza d'Oglio
ed a S della cima Mattaceul, si trova la cima Muralta (Shima Mùr
alt) , il cui nome deriva chiaramente da "mùr"
= muro ed "alt" = alto.
Nigola (Nèol) m.1527, a NO di Vezza d'Oglio sul
versante sinistro del fiume di Val Grande, potrebbe derivare dall'aggettivo
"nigol" = nuvoloso, ma non dobbiamo dimenticare che
nel vicino comune di Incudine la parola "nigla" significa
"cascina", per cui quest'ipotesi non è da scartare.
Occhi (O'chi) m.1007, a SO di Vezza d'Oglio, tra il fiume
Oglio e la strada provinciale della valle si trova una località
chiamata "òchi", che molto probabilmente prende
il suo nome dall'omonimo cognome, diffuso in alta valle Camonica.
Omacciòlo (Omaciòl) m.2410, a NO di Vezza
d'Oglio corno dell'Omacciolo (corén dell'Omaciòl)
sul lato destro di Val Grande. Deriverebbe da "O'm"
= uomo, ricordando che "omashòt" è, in
dialetto, il diminutivo di uomo grande e grosso.
Paraiòlo (Paraòl) m.1640, a NO di Vezza d'Oglio,
in Val Casere. Deriva da "paròl" = paiolo dove
si fa bollire il latte, nella produzione casearia, nelle casere.
Persanino (Pershanì), a NE di Vezza d'Oglio, Filone
Plazzo Persanino (Filù Plash Pershanì), dorsale
di monte che culmina nella cima Rovaia. "Filù"
= filone, nel dialetto camuno oltre al classico significato di
"furbastro" ha anche quello di "dorsale".
Pietra (Préda) m.2869, regione a NE di Vezza d'Oglio,
Cime di Pietra Rossa (Shìme de Préda Rosha) e
Piano di Pietra Rossa (Pià de Préda Rosha), sul
fianco destro della Val Grande. Il nome deriva da "préda"
= pietra e dalla natura rossastra del terreno nella zona, forse
dovuto alla presenza di materiale ferroso.
Pil (Pìl) m.1517, a N di Vezza d'Oglio, sul versante
sinistro della Val Grande, di fronte alla Val Casere. Deriverebbe
dal vocabolo bergamasco "pil" = "pél"
= pelo, oppure da "pila" = catasta.
Plasson (Plashalònch) m.1600, a NO di Vezza d'Oglio,
località posta sopra la frazione Cormignano. Etimologicamente
deriverebbe da "plasha" = piazza e "lonch"
o "long" = lungo, infatti sonoramente si noti la similitudine
tra il vocabolo "plashalònch" e la parola "Plassolongo".
Plazza-e (Plasha-e) m.2000-2100, la "plasha mùt"
cioè la "plazza monte" a SO di Vezza d'Oglio.
Deriverebbe da "piazza", che a sua volta deriva dalla
voce latina "platea", infatti anche in diverse valli
bergamasche è usato il vocabolo "plazza" per
identificare luoghi pianeggianti o disboscati.
Poi (Pòi) m.1700, a N di Vezza d'Oglio, sul versante
destro del torrente che scende dalla Val Grande, posizionata sotto
i corni di Cevole. Potrebbe derivare dal vocabolo "pòi"
= polli, ma pare più probabile sia una variante del cognome
"Poli", diffuso nella zona, infatti già in tempi
passati era localizzata un'abitazione chiamata proprio con quest'ultimo
nome e posizionata a SE di Vezza d'Oglio sul fianco destro della
Val Paghera.
Pornina (Pornina) m.2150 e m.1700, a SE di Vezza d'Oglio,
sul lato destro della Val Paghera. Si leggono anche in antiche
mappe: "Mùt Pornina" (Monte Pornina) e la "Cadìna
Pornina" (Cascina Pornina). Questa parola parrebbe essere
un diminutivo femminile di "pòren", forse un'alterazione
del vocabolo "còren" = corna, guglia di monte,
ma per alcuni potrebbe altresì derivare da "pòra"
= paura, dal vocabolo latino "porum" = silva = bosco
o dalla voce trentina "por" = bosco.
Pùles (Pòles) m.1350, a SE di Vezza d'Oglio,
sul fianco destro della Val Paghera, sicuramente deriva dal soprannome
"pòles" = pulce, forse un soprannome locale.
Pùlpito (Pùlpet) m.2474, a NE di Vezza d'Oglio,
all'inizio della Val Grande. Era identificato con un piccolo
ripiano circolare posto sopra un dosso da cui si evince chiaramente
il paragone con il pulpito delle chiese.
Relle (Rèle) m.2525, a NE di Vezza "Shìme
de Rèle" (Cime di Relle), poste a SO della "Shìma
Mataciòl" (Cima Mattaceul). E' quasi sicuramente
il plurale femminile di "rél" = recinto, identificabile
però anche da "rèla" = porcile. Le "rèle"
nel dialetto locale sono delle aree dedicate al pascolo o all'alpeggio
e situate solitamente in mezzo a delle rocce in modo che queste
formino una specie di recinto naturale con solamente una o poche
vie accessibili, controllabili facilmente.
Rosalino (Rosalì) m.1292, a N della frazione Tu.
Deriverebbe da "rosa" = ghiacciaio in linguaggio alpino,
ma c'è anche da ricordare che "Rosalina" era
un antico nome di Vezza d'Oglio.
Rovaia (Roàia) m.2530, a NE di Vezza ed a SO della
Cima Mattaceul si trova la "Shìma Roàia"
(Cima Rovaia). E' probabile che derivi da "roéda"
= rovo o ammasso di spini, esiste anche la possibilità
(remota) che derivi da "roàia" = piselli.
San Clemente (Shànt Clement) m.1315, chiesetta a
NE di Vezza d'Oglio.
San Giovanni (Shànt Gioàn) m.1410, a N di
Vezza d'Oglio in Val Grande.
Scalvina (Scalvina) a S di Vezza d'Oglio, piccola valle
posta sul versante sinistro della Val Paghera. Probabilmente da
"scalvà" = atto del sfrondare dei rami le piante,
lavorazione che avveniva sul luogo dopo l'abbattimento delle conifere
che in zona sono presenti. Potrebbe anche derivare dall'omonima
voce lombarda "scalv". Si rammenti anche la Val di Scalve.
Scodeler (Schòdelér) m.1500, a NO di Vezza
d'Oglio, posto sul versante destro della Val Grande. Deriverebbe
o dalla voce dialettale "schòdela" = scodella
oppure da "schòdèler" = fabbricante di
scodelle o luogo dove ci sono molte concavità naturali
a forma di recipiente.
Seroten (Sheròten) m.2828 e m.2176, a NO di Vezza
d'Oglio, "Mùt Sheròten" (Monte Seroten)
e "Lac Sheròten" (Lago Seroten). Dalla voce antica
"serra" = monte, oppure dal vocabolo "serotino",
diminutivo di "seroto" = diminutivo di serra.
Serottini (Sherotì) m.2967, monte a NO di Vezza
d'Oglio sul lato destro della Val Grande al confine con la Valtellina.
Omonimo di "Seroten".
Sodina (Shùdina) m.1400, a NE di Vezza d'Oglio.
Sombrina (Shombrina), a SE di Vezza d'Oglio. Valle sul
versante destro della Val Paghera, posta sotto il monte Pornina.
Potrebbe derivare dal vocabolo francese "sombre" = oscuro,
fosco; oppure dalla voce latina "sembrum" = stagione
dell'anno in cui si dissodano i terreni.
Sotto Cima (Shòt Shìma) m.1619, a N di Vezza
d'Oglio sul versante sinistro del torrente di Val Grande, sotto
Cime di Relle. L'etimologia è molto chiara: da "shòt"
= sotto e "shìma" = cima, sta ad indicare che
la suddetta località si trova proprio sotto la cima di
un monte.
Stollo (Stòl) m.1766, a NO di Vezza d'Oglio, "Mùc
de Stòl" (Monti di Stollo), lungo la mulattiera per
la Val Brighera. Deriverebbe dal vocabolo "stollum"
= accomandita di bestiame che si dà alla custodia altrui,
dividendo ricavi e costi, metodo in uso nell'antichità
per suddividersi i compiti dell'allevamento, cura e compra-vendita
del bestiame.
Tonali (Tonàle) m.1660, a N di Vezza d'Oglio sulla
sponda sinistra del torrente di Val Grande, località posizionata
ad O. della "Shìma Rèle" (Cima Relle).
Il toponimo deriva quasi sicuramente dal cognome "Tognali",
diffuso nella zona.
Torregi (Torèg) . Valle a S di Vezza d'Oglio, confluente
di sinistra della Val Paghera. Vista la vicinanza della Valtellina
dove vi è una Valle chiamata "Val Torreggi" ed
il fiume "Torreggio" è quasi sicuro che il nome
derivi appunto da "torreggio", che è un supposto
di "turriculus", diminutivo di "turris".
Tre Cap (Tré Cap) m.1546, a NO di Vezza d'Oglio,
nella Val Paraiolo, confluente di destra della Val Grande. Dalle
voci dialettali "tré" = tre e "cap"
= campi.
Tremoncelli (Tremonshèi) m. 2834, a NO di Vezza
d'Oglio sul versante destro della Val Grande troviamo il "Còren
Tremonshèi" (Corno Tremoncelli) e sul suo lato sinistro
il "Làc Tremonshèi" (Lago Tremoncelli
m.2524), la Regione ed il Filone Tremoncelli (m.2567-2724). L'etimologia
del nome dipende dal fatto che questo monte presenta un'unica
cuspide, ma alla quale convergono ben tre creste. "Monshèi"
pare essere il diminutivo plurale del vocabolo "monsh",
che deriverebbe dal latino "mons" = monte.
Tu (Tù) m.1240 a N di Vezza d'Oglio, "Tu"
deriverebbe dalla voce dialettale locale "tù"
= tuono.
Vartighera (Vartighéra) m.1370, a NO di Vezza d'Oglio,
sul versante destro del torrente di Val Grande.
Vedecla (Vedècla) m.1420, a NE di Vezza d'Oglio.
Deriverebbe dal vicino luogo "Vedel" (Vedèt m.1169).
Potrebbe essere il sinonimo locale di vedetta.
LA STORIA:
Come in molti altri antichissimi siti della Valle Camonica anche dove ora si estende il comune di Vezza d'Oglio si trovano tracce dell'antichissimo popolo dei camuni (del ceppo ligure-celtico) che hanno lasciato l'impronta della loro grande spiritualità con le incisioni rupestri.
Sono stati rilevati dei bellissimi graffiti incisi su un grande masso erratico posto in località "Sas de la Strìa" (sasso della Strega), che si trova alle pendici del monte Plaza che domina l'attuale centro abitato.
Probabilmente già in epoca preistorica e pre-romana in località Castellino doveva essere presente un edificio fortificato, forse un castelliere o una roccaforte posta in posizione elevata e circondato da delle mura che avevano compiti difensivi.
Anche i romani, giunti in alta valle nel 16 a.Cr, si stabilirono nella zona con un loro "pagus".
Tracce evidenti della dominazione romana sono ancora riscontrabili nell'organizzazione generale topografica e urbana di due delle più caratteristiche frazioni del paese: Grano e Tù, che erano poste in posizione dominante sull'intera alta Valle Camonica fino al passo del Tonale.
Crollato l'Impero romano orde di popoli barbari invasero, passando anche per i passi alpini camuni, si stabilirono in zona e significative tracce della presenza dei Longobardi sono ancora evidenti anche in molti termini del dialetto locale e in antiche leggende.
Per circa due secoli, a partire dal 586, data del primo insediamento di un Duca longobardo in Valle Camonica, fu proprio questo popolo a formare la classe dominante e a imporre le sue usanze, leggi e tradizioni, fino a quando nel 774 le schiere galliche guidate personalmente da Carlo Magno, passando dal valico del Mortirolo, sconfissero i Longobardi e imposero, amalgamandosi con i locali, le nuove tradizioni e una fortissima e coercitiva presenza dell'evangelizzazione cristiana propugnata da Roma e resa obbligatoria dallo stesso Carlo.
Le date prima riportate sono abbastanza sicure e sono le prime notizie certe e documentate su Vezza e sulla zona circostante poiché proprio all'anno 774 viene fatta risalire la edificazione e consacrazione al culto cristiano dell'antichissima chiesa di San Martino, ad opera dei monaci di Tours, che ricevettero da Carlo Magno consistenti donazioni in tutta la Valle Camonica.
Questi monaci rimasero beneficiari di varie prebende sino all'anno mille: anche i successori di Carlo li confermarono con vari decreti nei possessi e privilegi in terra camuna.
La casa madre dell'ordine restava nella lontana Francia ma i legami con essa, vista la distanza e l'insediamento in valle di molti centri gestiti da confratelli locali, via via si erano fatti più deboli e già prima dell'anno mille i molti possedimenti in alta Italia del famoso monastero erano stati o ceduti o venduti o si erano resi autonomi.
Nel 1032 la chiesa di San Martino, raggiungendo l'indipendenza amministrativa nella gestione dei suoi beni, ottenne il "Fonte battesimale" che dava l'importante diritto di riscuotere alcune decime che prima andavano alla Pieve di Edolo.
Varie antiche famiglie bresciane e camune furono infeudate in vaste proprietà dal vescovo di Brescia, nuovo duca della Valle Camonica fin dalla fine del 1100.
Nel 1299 la comunità locale riuscì, dopo numerose perorazioni alla curia bresciana, a strappare vari e vasti benefici.
I Federici, approfittando dei grandi favori loro concessi dall'Imperatore Federico Barbarossa (da cui forse presero il nome), con uno dei numerosi "rami familiari" sparsi un poco ovunque in tutta la Valle Camonica, si stabilirono anche a Vezza a partire dal 1300, vi costruirono alcune abitazioni ed estesero la propria influenza fino all'importante castello di Mù.
Scaramucce, faide, soprusi e numerosi cruenti scontri rimasero accesi per più di un secolo tra le varie e battagliere fazioni dei guelfi di Valle Camonica (sostenitori del vescovo di Brescia) e i ghibellini (partigiani dell'Impero) che, nel 1409, decisero di assaltare in forze il castello di Mù.
Sempre nel 1409 anche i "Federici di Vezza e alcuni loro garzoni" presero parte attiva nella cruenta spedizione organizzata nella notte di Natale in valle di Lozio, in bassa Valle Camonica, in cui furono trucidati tutti (esclusi due giovinetti che erano a Brescia) i componenti della potente e nemica famiglia dei Nobili che era arroccata da tempo nei propri possedimenti fortificati e nel loro possente castello, da cui aveva sempre respinto con successo i numerosi assalti armati degli avversari politici.
Il dominio milanese dei Visconti, in alta Valle Camonica, arrivò con un'espansione più politica che militare poiché il potente signore di Milano, chiamato come arbitro a mediare la pace tra le varie fazioni in lotta, finì per stabilire forti contingenti armati, pretendere le tasse, fare concessioni… essere in pratica il nuovo padrone.
Dopo lunghe e sanguinose lotte con alterne vicende, che videro protagonisti oltre a nobili e truppe milanesi e veneziani anche illustri capitani di ventura di quel secolo (Carmagola e Coleoni su tutti), nel 1455 la Serenissima Repubblica Veneta si impossessò di gran parte dei domini milanesi e estese i suoi domini anche sulla Valle Camonica e sulle terre di Vezza.
Una delle prime ordinanze veneziane che riguardavano l'alta Valle Camonica fu quella di far abbattere completamente la rocca di Vezza, per ridurre il potere dei Federici locali che avevano ancora una notevole influenza e vasti possedimenti da Edolo a Villa d'Allegno.
Proprio sotto il dominio veneziano, nel 1500, in tutta l'alta Valle Camonica, terra poverissima e di scarse risorse, e in Vezza in particolare, iniziò la grande e inarrestabile piaga (che continuò per secoli) dell'emigrazione i cui flussi di diressero specialmente verso lo stesso Veneto e la Germania.
La situazione generale di povertà diffusa fu ulteriormente aggravata da alcune calamità e disgrazie, come il grande incendio scoppiato il giovedì santo del 1627, che, trovata facile esca nei numerosi fienili e nel legno delle case (principale elemento costruttivo), provocò non meno di 70 vittime e distrusse numerose abitazioni.
Questa disgrazia indusse il Senato della Repubblica ad esentare il paese e il suo contado dalle principali imposte per un lungo periodo.
Nel 1682 un altro terribile incendio distrusse non meno di 150 case, vennero anche danneggiate delle piccole attività artigianali e alcune fucine. Un altro disastroso incendio è ricordato nel 1807.
Durante la Terza guerra d'Indipendenza il 4 luglio 1866 gli austriaci al comando del colonnello Albertini sconfissero nei pressi di Vezza una compagnia di bersaglieri comandati dal maggiore Castellini.
Lo battaglia, mal condotta e malissimo organizzata dal comando locale italiano, provocò 20 morti e 60 feriti. In ricordo di questo storico infausto scontro e a memoria dei caduti fu eretto in piazza un monumento commemorativo.
Vezza d'Oglio fu, durante la prima Guerra Mondiale, capolinea di una piccola ferrovia che partendo dalla stazione di Edolo, portava nei pressi della prima linea i rifornimenti e le truppe che poi salivano sul vasto e tormentato fronte dell'Adamello le cui trincee e camminamenti iniziavano dal lato nord-ovest (quello dominante Vezza) e giungevano fino alla prima linea.
A Vezza fu anche posto un comando reggimentale e in più occasioni la piazza del paese fu protagonista di cerimonie per la consegna di medaglie al valore militare agli alpini che si erano distinti nelle azioni belliche.
Negli ultimi anni a Vezza d'Oglio, seguendo la politica di altri centri dell'alta Valle Camonica (Ponte di Legno, Temù), si è sviluppata una forte vocazione turistica con un incremento notevole delle presenze di villeggianti e turisti specialmente durante il periodo estivo e le feste di fine anno.
Il vecchio nucleo del centro storico del paese, stretto attorno alla chiesa, alla piazza e alle abitazioni nobiliari, è stato, a partire dagli anni settanta (del XX secolo), circondato da un notevole (e non sempre positivo sotto l'aspetto estetico) sviluppo edilizio dovuto alle numerose "seconde" case residenziali, chiuse gran parte dell'anno, che hanno ingrandito notevolmente l'antico borgo di montagna.