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| VIONESI : 870 | SUP. COM. Kmq : 35,6 | H.m.: 1250 s.l.m. |
| DA BRESCIA Km. : 112 | PREFISSO TEL. : 0364 | CAP. : 25050 |
TELEFONI UTILI: Municipio, piazza Vittoria n.1, tel. 94131-906154.
MERCATO: il venerdì.
MANIFESTAZIONI: Patrono San Remigio (festeggiato la seconda domenica di settembre). A Stadolina patrono San Giacomo (25 luglio).
LOCALITA' COMUNALI E FRAZIONI:
(Molte delle località di seguito riportate forse non sono più presenti nella memoria delle nuove generazioni o nelle carte, o nei contratti notarili o nei testi contemporanei. Alcune risalgono, nella loro identificazione, a molti secoli addietro, altre hanno mantenuto intatto la loro localizzazione e il loro nome passando di proprietà in proprietà, altre ancora, anche ai nostri giorni, sono presenti in carte catastali, in contratti di compra vendita o semplicemente nella parlata di tutti i giorni).
Baita (Bàita) Una "Baita Norder" a nord-ovest di Vione, era segnata su alcune vecchie mappe catastali del secolo scorso, sul versante di Val Vallaro. "Bàita" = casa di montagna, è voce alpina prelatina.
Cané (Cané) a m.1470, antico agglomerato di case, poi frazione del comune, a nord-ovest di Temù, sulla destra del torrente Fiumeclo. "Cana" = Arundo donax, pianta nota che cresce specialmente lungo i fiumi o i corsi d’acqua. E’ molto probabile che nella zona si fossero formati dei canneti e "Canét" = canneto. "Cané" e "Canét" derivano dal latino "cannetum".
Case (Case) a m.1700: una località definita "Case del ponte" è ubicata a nord di Cané.
Casere (Casére) a m.2214: Casere di Valzaroten nell’alta Val di Cané.
Cesse (Cèshe) "Le Cesse" vasta zona localizzata sul versante sinistro di Val di Cané, a nord-est di Cané. L’area è ricoperta di boschi di conifere e in dolce pendenza il bosco. "Cessa" = cesia = cessia = siepe.
Chigù (Chigü) a m.1679 in questa località, già alla fine del secolo scorso erano riportati dei ruderi di alcune cascine. Il posto è a nord-ovest di Cané. "Chigoi" è una voce dialettale diffusa specialmente nella vicina Monno, che identifica un’erba mangereccia che cresce oltre i 1000 metri.
Chistol (Chistòl) a m.1612, località a nord-ovest di Vione.
Coleazzo (Coleàsh) a m.3006, monte a nord di Temù, sul versante destro della Valle, nel territorio comunale di Vione. La forma della voce è sicuramente dispregiativa. Dal versante opposto della Valle scende il torrente Coleasca.
Corni (Córen) a m.2240: Corni di Val Torre a nord di Vione. "Córen" = corno.
Corte (Cùrt) a m.1780: "Cortebona" a nord-est di Vione, in Val Cané. "Cùrt" = cortile.
Doc (Dóch) a m.1558. Doc (del Dóch) località a nord di Vione, su cui era riportata una vecchia mulattiera che sale da una parte e scende dall’altra di un grande dosso. "Döch" = gufo reale. Forse da "doch" per giogo.
Lisidini (Lishidì) a m.1070 località sud di Vione, lungo la strada per il Passo del Tonale. "Lissidini" è cognome nel territorio.
Lunè (Luné) Valle a nord-ovest di Tignale tributaria della Val di Vione. La Valle fa un’ampia curva ad est del monte Siclone.
Menden (Ménden) a m.1550, località tra Vezza e Vione, a nord-ovest di Stadolina, sul versante destro della Valle. Nel non molto lontano Trentino si trova il monte Mendana. "Mendana" da "munda" = bosco che veniva dato mediante un bando per il taglio per il quale si pagava una determinata somma detta "menda".
Noder (Nodér) a m.1500, località Nodér sulla destra del torrente Vallaro, a sud-ovest di Vione. "Nodér" = notaio ed è anche cognome nel territorio.
Padecla (Padecla) a m.1200. Località con delle vecchie cascine ad ovest di Vione sopra Stadolina.
Pigadoie (Pigadòie) a m.1630, località con alcune antiche baite di montagna sopra Vione a nord-ovest.
Pisore (Püsór) Val Püsór è una piccola valle a nord-ovest di Vione, si forma tra le cime Rovaia e Muralta. "Püsor" = peggiore, nel dialetto locale. Il torrente è scosceso e nell’ultima parte del suo corso è ribattezzato "Mènden".
Plazzo (Plash) a m.2100e m.2114. "Plash del Vèc" (spiazzo del Vecchio) pianoro a nord-ovest di Vione, sotto la cima Muralta. "Plash" = spiazzo. "Vèc" = vecchio. Da una probabile leggenda locale.
Ponte (Pónt) a m.1690, una località "Ponte" è posta sul torrente Fiumeclo a nord-est di Vione, mentre a m.1540 vi era un "Ponte della Valle" a nord-est di Vione più a sud del precedente.
Pornina (Pornina) Si leggono anche in antiche mappe: a m.2150 e a m.1700, a sud-est di Vezza d’Oglio, ma nel territorio comunale di Vione, sul lato destro della Val Paghera, un "Mùt Pornina" (Monte Pornina) e la "Cadìna Pornina" (Cascina Pornina). Questa parola parrebbe essere un diminutivo femminile di "pòren", forse un’alterazione del vocabolo "còren" = corna, guglia di monte, ma per alcuni potrebbe altresì derivare da "pòra" = paura, dal vocabolo latino "porum" = silva = bosco o dalla voce trentina "por" = bosco.
Pradossuna (Pradoshì) a m.1600, località con una vecchia cascina a sud di Vione, sul versante destro di Val Vallaro. Vi è un prato (prà) e un piccolo dosso (doshì). Certo da "pra", forse in composizione con "doshì".
Premia (Prömia) a m.1510, antico agglomerato di case sopra località "molini di Vione". Le case si trovano sopra un vasto pianoro. "Promus" = dispensa, granaio.
Sant’Alessandro (Shànt Leshànder o Lishànder) A m. 1318, vecchia santella a sud-ovest di Cané.
Sceze (Shìse) a m.1664, località a nord-ovest di Vione sulla destra di Val Pisore, già nel 1750 erano segnate delle baite che erano circondate da siepi, "shise" nella parlata locale.
Stadolina (Stadolina) a m.1117. Frazione a sud-ovest di Vione. All’inizio del secolo era divisa in due contrade di cui la bassa lungo la strada della Valle. Il nome dovrebbe derivare da "Aestas" (-tis) = estate. Altra ipotesi è che derivi da "stabulina" a sua volta derivato da "stabulum" e da "statio" = casa. Ancora: derivato da "Aestatulina" derivato a sua volta da "stabulina" oppure da nome personale latino "Statulina".
Stedegarda (Stedegarda) a m.1500, località a nord-est di Vione e di Cané sul Fiumeclo. "Stedium" pro "stabium" = casa.
Suncané (Suncané) a m.1660, località Suncané all’imbocco della Valle di Cané a nord-est di Vione, al di sopra di Cané. Potrebbe essere la fusione in una sola parola della frase "su in Cané".
Torre (Tór) m.2240: Corni di Val Torre a nord di Vione, sul versante destro di Val di Cané.
Tremonti (Tremónsh) a m.2104, su una vecchia mappa catastale del 1750 erano segnate due cascine a nord-ovest di Vione in Val Pisore. Le cascine sono in area pianeggiante, ma l’inizio della Valle è chiusa da tre cime. "Mónsh" (latino "mons") = monte e monti. Probabilmente per la presenza delle tre cime.
Vallaro (Valàr) a m.1070: Vallaro, località allo sbocco della Valle omonima, che si apre a sud-est di Vione. "Vallàr" nel senso di pertinente a Valle.
Valzaroten (Valsheróten) a m.2214, delle "Casere di Valzaroten" e la "Valle Valzaroten" posta poco sopra sono localizzate a nord di Vione. Il toponimo Sheróten nel vicino territorio di Vezza assicura che si tratta della Val Sheroten.
Valzerù (Valserö) a m.1008 e m.1524, due località "Valserö basso" e "Valserö alto" e una Valle "Valserö" sono identificata su alcune carte e mappali a sud-ovest di Vione. I toponimi sono nella stessa regione di Val-seroten. "Serósh" = sinopia, terra di colore rosso.
Vattova (Valìrcle) a m.1490, località montana ad ovest di Vione, nei pressi della Val Pisore . Su una antichissima carta stilata prime della dominazione veneta il nome "Vattova" è più intuito che letto. "Valircle" è nome molto diffuso in valle Camonica, ma nel dialetto locale sarebbe un collettivo di Valle, come Vallecole.
Vialazzo (Vialàsh) m.1690, località Vialàsh è a nord-est di Vione, alla destra del torrente Fiumeclo. "Vial" = viale e corsia. "Viàlash" suona come peggiorativo.
Zocchi (Ciòch; Shoch) a m.1600, località a nord-ovest e nei pressi di Vione. "Ciòch", sinonimo locale di "shòch" = ceppo e ceppi.
La Parrocchiale di San Remigio a Vione, con le caratteristiche che osserviamo oggigiorno, fu edificata nel 1500 ma conserva ampie strutture dell'edificio romanico che sorgeva precedentemente all'attuale tempio. Gran parte dell'abside è infatti riconducibile alla struttura originaria. Di questa si notano chiaramente le pietre a vista scalpellate e le caratteristiche dentellature curve e arcuate. Questo tempio ottenne il fonte battesimale solo nel 1300 staccandosi dal battistero di Vezza d'Oglio. Di notevole valore artistico il complesso iconografico formato dall'altare maggiore e dell'ancona sovrastante. Quest'opera fu eseguita nel 1660 da diversi artisti fra cui meritano particolare citazione il Domenico Ramus a cui si devono il tabernacolo e i reliquari laterali, Giuseppe Bulgarini autore della soasa. Altri artisti citati dagli studiosi e che furono presenti a Vione furono Gianbattista Zotti, Clemente Buccella da Vezza d'Oglio. Alcuni dipinti sono stati attribuiti al Moretto, al Veronese, al Bona, allo Scalvini, a Vincenzo Schena, a Antonio Moroni di Lovere. Gli affreschi sono del Bocchi.
Per costruire il Santuario della Madonna del Cortaiolo a Vione ci volle più di un secolo di lavori e modifiche strutturali. Fu iniziato a partire dal 1577 e fu completato solo nel 1686. L'ancona è attribuita alla bottega dei Ramus mentre il paliotto rappresentante l'Adorazione dei Magi è dei fratelli Pietro e Giacomo Stradelli di Cles. Quest'opera fu commissionata, nel 1700, dai pastori.
Nelle frazioni di Stadolina e Canè, poste sulla vecchia strada che conduceva in alta valle Camonica, furono edificate nello stesso secolo due chiese che assunsero notevole importanza: la Chiesa di San Giacomo a Stadolina contiene un'ancona, del 1645, di GianBattista Ramus. Un'altra più piccola ancona è invece del secolo precedente come il tabernacolo e paliotto dell'altare maggiore opere di Giovanni Domenico Ramus. Attribuita a Nicola Grisani è la pala rappresentante un Cristo in gloria tra i Santi Gregorio e Antonio abate.
La Chiesa di San Gregorio Magno a Canè contiene alcune ancone opera della famiglia Ramus mentre l'altare maggiore fu realizzato nel 1757 da Antonio Fusi. Gli affreschi sono del secolo scorso e sono opera di Angelo Cominelli di Brescia. La grande e ammirevole pala della Natività è posta in una bella soasa di Gian Battista Ramus. In essa sono anche rappresentati alcuni angoli e scorci di vita del paese al tempo della Vicinia. Degna di menzione anche la casa parrocchiale, del 1700, posta vicino alla chiesa.
L'edificio religioso più antico di Canè è comunque ilSantuario del Redentore, il cui presbiterio risale al 1500. Tra gli ampliamenti e le modifiche nei secoli successivi va ricordata la realizzazione della navata nel 1700.