Re di Neustria (758-814), Re di Borgogna (768-814), Re dei Franchi (774-814), Re dei Longobardi (774-814), Imperatore del Sacro Romano Impero (800-814). Figlio di Pipino il Breve e di Berta, figlia di Cariberto conte di Laon. Insieme ai genitori e al fratello Carlomanno, nel 754 fu insignito dal papa Stefano II del titolo di "patricius romanorum" che comportava compiti di difesa della città di Roma e che spettava tradizionalmente all'Esarca di Ravenna. Pipino designò Carlo re di Neustria nel 758 e di Borgogna nel 768 e instaurò l'usanza dei re Franchi di dividere il proprio regno tra i figli e attribuire loro il titolo di re. A Carlo toccarono l'Austrasia, la Frisia occidentale, l'Assia, la Franconia, la Turingia, la Neustria e parte dell'Aquitania. Pessimi furono i rapporti con il fratello anche se la madre cercò di riconciliare i due figli facendo sposare Carlo con Ermengarda e Carlomanno con Gerberga figlie entrambe del re longobardo Desiderio. Alla morte di Carlomanno, Carlo si fece acclamare unico re dei Franchi e costrinse la vedova del fratello Gerberga a rifugirsi in Italia presso la corte del padre. L'inevitabile contrasto con i longobardi, motivato anche dal ripudio di Ermegarda, sfociò nell'invasione dell'Italia da parte di Carlo (773), quando papa Stefano II invocò il suo intervento dopo che Desiderio aveva occupato i territori pontifici dall'Esarcato spingendosi fino a Viterbo. Carlo sconfisse i Longobardi alle Chiuse di Susa e assediò Pavia e Verona, dove si erano rifugiati Desiderio e suo figlio Adelchi, espugnandole nel 774. Si fece allora proclamare re d'Italia e, restituendo al papa i territori che gli erano stati tolti dai Longobardi, pose le basi per la costituzione di un forte Stato della Chiesa al centro della penisola. Non realizzò tuttavia l'unità politica dell'Italia, come fece invece per la Germania. Dal 772 all'804 condusse una serie di campagne con le quali sottomise i sassoni, che occupavano la sponda destra del Reno, li convertì a forza al cristianesimo. Conquistò quindi il ducato di Baviera, sconfiggendo nel 787 Tassilone e costringendolo ad abdicare in suo favore nel 784. Tra il 791 e il 796 sconfisse gli Avari, alleati di Tassilone, e sul loro territorio costituì la Marca Orientale, corrispondente all'attuale Austria. Intanto Carlo aveva organizzato (778) una spedizione contro gli arabi di Spagna, ma fu sconfitto presso Saragozza e Roncisvalle; la guerra continuò per diversi anni con alterne vicende e solo nel 812 fu stipulato, con l'Emiro di Cordova un trattato di pace che portò alla fondazione della Marca Ispanica con capitale Barcellona. La notte di Natale dell'800 Carlo fu incoronato Imperatore dal papa Leone III. I contrasti con i Bizantini furono durissimi, falliti i tentativi di mediazione dell'Imperatrice Irene nel 799 e nell'801, scoppiò una guerra voluta dall'imperatore Niceforo I. I più importanti scontri armati avvennero nel Veneto nel 806 e nell'810. Nel 812 fu conclusa la pace tra Carlo e Michele I (successore di Niceforo). L'Impero di Carlo fu diviso in grandi circoscrizioni (contee e marche) e furono assegnate in beneficio ai vassalli maggiori. Queste tesero in breve tempo, dopo la morte di Carlo, a divenire ereditarie e a sfuggire di fatto all'autorità del sovrano. Carlo morì ad Aquisgrana nel 814. |
(Kessel 980 Castel Paterno, Viterbo, 1002) Fu nominato Re di Germania nel 983 a soli tre anni e eletto imperatore nel 996. Scese due volte in Italia, disinteressandosi della Germania. Elevò al pontificato prima il cugino Brunone (Gregorio V), poi il proprio precettore Gerberto di Aurillac (Silvestro II); istituì una fastosa corte sul monte Aventino con l'ambizione di restaurare l'antica autorità imperiale (Renovatio imperii) Una rivolta popolare nel 1001 lo costrinse però a fuggire da Roma. |
Waiblingen 1123 - Fiume Salef - Cilicia 1190 Fu imperatore dal 1152 al 1190. Della famiglia Hohenstaufen, duca di Svevia, alla morte del padre (1147), affiancò lo zio Corrado III nella seconda crociata. Successe allo zio al trono di Germania nel 1152 e acquisì il diritto alla corona d'Italia e al titolo imperiale. Fu incoronato re a Pavia e Imperatore a Roma da papa Adriano IV. Intenzionato ad imporre la propria autorità assoluta sia in Germania che in Italia, scese più volte nella penisola. Rase al suolo Crema (1160) e Milano (1162). Occupò anche Roma (1166). Fu sconfitto dalla Lega Lombarda nella battaglia di Legnano il 29 maggio 1176 e dovette firmare la pace di Venezia con il papato (1177) e la pace di Costanza (1183) con i comuni Lombardi. Il matrimonio (1186) di suo figlio Enrico con Costanza d'Altavilla, erede al trono Normanno in Sicilia, sancì l'unificazione dei due regni d'Italia sotto un sovrano tedesco. Postosi alla guida della III crociata, dopo la conquista musulmana di Gerusalemme del 1187, morì annegato nelle acque del fiume Salef sulle montagne della Cilicia. |
(Nimega 1165 - Messina 1197) Imperatore dal 1190 al 1197. Succedette al padre Federico I Barbarossa. Il matrimonio con Costanza d'Altavilla nel 1186 gli conferì il diritto alla successione sul trono Normanno di Sicilia e Puglia, che ottenne tuttavia solo nel 1195, dopo la morte di Tancredi di Lecce. Superata l'opposizione del papa e dei feudatari tedeschi, governò con fermezza l'Italia meridionale reprimendo le rivolte baronali; cercò invano di unificare in un solo regno i suoi domini. |
Famiglia lombarda: tenne la signoria di Milano dal 1277 al 1447 e dal 1395 ebbe il titolo ducale. Le prime testimonianze sui Visconti risalgono al secolo X, come vassalli del vescovo di Milano. Tra i diversi rami in cui si divise la famiglia emerse a Milano quello di Uberto (m. 1248). Azzone, suo figlio, fu vescovo di Ventimiglia dal 1251 al 1262. Figlio di Uberto era anche Ottone (1207-1295), che il papa Urbano IV nel 1262 nominò arcivescovo di Milano per contrapporlo all'altra grande famiglia milanese i Della Torre, capi della fazione popolare. Nel 1277 Ottone sconfisse a Desio i Della Torre e conquistò la signoria della città che passò nel 1282 al pronipote Matteo I (1250-1322), che ottenne il titolo di Vicario Imperiale per la Lombardia e si insediò al potere nel 1311 grazie all'intervento dell'imperatore Enrico VII. Iniziò da allora una politica espansionistica che lo portò in breve tempo ad assoggettare Bergamo, Como, Cremona, Lodi, Novara, Pavia, Piacenza, Tortona e Vercelli. Accusato di eresia e scomunicato, abdicò nel 1322 in favore del figlio Galeazzo I (m.1327)che trasmise i domini viscontei al figlio Azzone (1302-1339). La signoria fu poi divisa nel 1354 tra i nipoti Bernabò (1323-1385), Galeazzo II (1320-1378) e Matteo II (1319-1355). Gian Galeazzo (1351-1402) ricevette il titolo Ducale nel 1395, riunificò la signoria e impostò una politica tendente all'unificazione dell'Italia centro-settentrionale: la sua improvvisa morte pose fine a questo suo vasto disegno egemonico. I domini toscani andarono a Gabriele Maria (m.1405) e il ducato di Milano dal 1402 al 1407 a Giovanni Maria (1389-1412), sotto la tutela della madre Caterina. I domini dei Visconti furono riunificati da Filippo Maria (1392-1447), che, sconfitto da fiorentini e veneziani a Maclodio (1427), dovette cedere la Lombardia orientale, Genova, la Romagna e la pianura del Casentino. Morto senza eredi maschi Filippo Maria, si impossessò del ducato di Milano Francesco Sforza, marito di Bianca Maria (1425-1468), figlia naturale di Filippo Maria. |
Verona 1291 - Treviso 1329 Vicario Imperiale a Vicenza, estese i suoi domini su Feltre, Belluno, Padova e Treviso. Dal 1313 al 1318 ospitò alla sua corte Dante Alighieri che lo immortalò nel canto XVII del Paradiso. |
(1308 - 1351) Conquistò Brescia, Parma e Lucca, la coalizione formata da Venezia, Firenze e Milano lo fermò con la pace di Venezia il 29 gennaio 1339. |
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della famiglia Federici |
detto il CARMAGNOLA (Torino 1380 - Venezia 1432) Condottiero: fu al servizio di Facino Cane signore di Novara, Alessandria e Piacenza e poi della sua vedova Beatrice di Tenda, andata poi sposa a Filippo Maria Visconti. Divenne uno dei principali esecutori del programma espansionistico del duca di Milano, occupando, dal 1415 al 1420, diverse città della Lombardia e nel 1421 la grande città di Genova dove fu nominato Governatore Generale dal 1422 al 1424. Sposò Antonia figlia di Pietro Visconti. Cacciato da Filippo Maria, passò al servizio della Serenissima Repubblica Veneta e svolse un importante ruolo nella costituzione della lega antiviscontea che nel 1425-26 riunì oltre a Venezia anche Firenze, Ferrara, Mantova, Monferrato e Savoia. Stravinse, sulle truppe di Milano, a Maclodio nel 1427 ma dopo la vittoria Venezia intravide un riavvicinamento tra il Cramagnola e il Visconti e con la scusa di un invito a palazzo Ducale, fu arrestato, processato e decapitato. |
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