Beato Innocenzo Da Berzo


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Santuario della SS.ma Annunciata e del Beato Innocenzo


BIOGRAFIA


Il 19 marzo 1844 nasce a Niardo da Pietro Scalvinoni e Francesca Poli. E' battezzato col nome di Giovanni. Trascorre la fanciullezza tra Niardo, paese natale della madre, e Berzo Inferiore, il paese del padre; morto quando Giovanni aveva solo tre mesi di vita. Berzo Inferiore è il paese al quale lega il suo nome. Da frate cappuccino usava firmarsi col nome di: Padre Innocenzo da Berzo.
1855\'60 - Frequenta il ginnasio a Lovere (BG) ed è promosso con il massimo dei voti.
1864 - Entra in seminario diocesano a Brescia.
1867 - Ordinato sacerdote è destinato coadiutore nella parrocchia di Cevo in Valsaviore.
1870 - Torna a Berzo Inferiore dove svolge le mansioni di confessore e direttore delle scuole elementari.
1873 - Si fa frate dei Minori Cappuccini nel Convento dell'Annunciata, allora del comune di Borno. Assume il nome di Padre Innocenzo da Berzo.
1890 - Il 3 marzo muore nell'infermeria del convento dei Cappuccini di Bergamo. Il 26-28 settembre dello stesso anno la salma viene traslata nel cimitero di Berzo Inferiore con un viaggio definito: "L'ultima avventura itinerante legata al mondo terreno del fratino di Berzo". Le spoglie mortali di Padre Innocenzo da Berzo, ora venerato come Beato, giunsero in Vallecamonica alcuni mesi dopo la sua morte. In quei tempi le notizie camminavano con più lentezza che non ai giorni nostri, questo però non impedì che presso la casa conventuale in cui riposavano le sue spoglie giungesse la richiesta a furor di popolo di avere il suo santo corpo. Ottenutolo, si provvide a trasportarlo in Vallecamonica, viaggio che durò tre giorni. La prima tappa la fece a Lovere dove il corteo si fermò una notte. Il corpo venne posto nella cappella del convento dei Cappuccini loveresi e fu assistito senza soluzione di continuità dai confratelli e da una ininterrotta teoria di gente accorsa da ogni dove. Il secondo giorno venne impiegato per giungere a Cividate Camuno. In questa località l'ordine pubblico fu messo a dura prova. La conoscenza che di lui avevano le genti valligiane fece riversare nelle strade e nelle piazze migliaia di persone che acclamanti crearono non pochi problemi al cerimoniale. Nella mattinata del 28 settembre, dopo quasi sette mesi dalla sua morte, il corpo composto nell'urna e portato a spalle dai suoi confratelli si avviò verso la sua ultima dimora. Le cronache del tempo sono concordi nel quantificare nell'ordine di migliaia le persone che fecero ala al suo passaggio lungo i circa due km che separano Cividate Camuno a Berzo Inferiore. Da quel giorno sulla sua tomba si moltiplicheranno grazie ricevute e miracoli.
12 novembre 1961 - Papa Giovanni XXIII lo dichiara Beato nella Basilica di S.Pietro a Roma.


MIRACOLI

I due miracolati sono Lorenzo Belotti di Pisogne e Antonio Giudici di Bergamo.

LORENZO BELOTTI. All'età di quattro anni gli fu diagnosticato un brutto male: la leucemia. Ricoverato all'ospedale civile di Brescia gli furono fatti tutti i possibili esami e conseguenti terapie ma poi fu spedito a casa perchè incurabile. I genitori e i parenti non si rassegnarono all'evidenza e, avendo una particolare venerazione per il "fratasì de Bers" per diverse settimane ogni giorno portarono il piccolo Lorenzo sulla tomba del fraticello per intercedere la grazia. Dopo poche settimane il bimbo non denunciava più i sintomi del male. Dopo circa un anno su invito del medici Lorenzo venne portato ancora presso l'ospedale di Brescia dove venne verificata la completa guarigione. Erano i primissimi anni del dopoguerra. Attualmente vive felicemente sposato con figli anche loro sposati.

ANTONIO GIUDICI. In tenera età, aveva circa cinque anni, al piccolo Antonio venne disgnosticato un episodio di peritonite. Venne portato prontamente all'ospedale dove i medici constatarono la gravità del caso decidendo addirittura di non intervenire chirurgicamente. Il bimbo venne rimandato a casa con l'autolettiga sulla quale presero posto la mamma e la nonna. La nonna del piccolo era particolarmente devota al "fratasì de Bers" e teneva sempre con sè un'immagine del fraticello. Durante il tragitto del ritorno con l'autolettiga, la nonna, furtivamente, mise l'immagine di Padre Innocenzo sotto il capo del bimbo. Il miracolo si evidenziò subito. Giunto a casa il bimbo scese da solo dal lettuccio ma il gesto fu interpretato in senso negativo. Dopo ventiquattro ore però dovettero ricredersi. Il bimbo si riprese totalmente lasciando i medici esterrefatti. Anche questo fatto avvenne nei primi anni del dopoguerra. Antonio Giudici è ancora vivo e vegeto.


LOCALITA'

A PIANCOGNO, frazione Annunciata, si trova il Santuario cinquecentesco con annesso il convento dei frati cappuccini in cui Padre Innocenzo, al secolo Giovanni Scalvinoni, ha vissuto quindici anni in qualità di membro di quella comunità religiosa. Visita alla cella e al museo a Lui dedicato.

A BERZO INFERIORE, è stato tumulato nel cimitero del paese il 28 settembre del 1890, riesumato ultimamente nel 1961 in occasione della dichiarazione di Beatificazione.

A NIARDO, è nato il 19 marzo 1844, nel tempo che la madre, Francesca Poli, si trovava presso la famiglia paterna.


SANTUARIO

ANNUNCIATA - Sul crinale della montagna che sovrasta tutta la bassa Vallecamonica sorge il complesso monastico che dalla seconda metà del XV secolo, ovvero dalla sua fondazione, ha dato il nome alla località: l'Annunciata; in dialetto locale: "LA NOS-CIADA".
Attualmente è gestito dai frati cappuccini ed ospita poco meno di una decina di frati che ne curano l'aspetto religioso.
La sua costruzione, iniziata nel 1463 e terminata in pochi decenni, era stata voluta dal Beato Amedeo Menez de Sjlva e la dedicazione alla Annunciata è evidenziata in quattro capitelli scolpiti presenti nel chiostro maggiore dove compare oltre alla data, 1483, anche il nome del Papa, Sisto IV, che ne autorizzò la richiesta.
Nel convento abitarono per primi e fino al 1508 gli Amadeiti fondatori, poi i frati Minori Osservanti, fino al 1601. Successivamente furono i frati Minori Riformati ad essere presenti, e lo furono fino al 1808 cioè quando, in epoca napoleonica, il complesso monastico fu messo in vendita, come molti beni ecclesiastici.
Fu acquistato dalla comunità di Borno che lo affidò, nel 1842, ai frati cappuccini. Qui abitò per diversi anni Padre Innocenzo da Berzo che fu proclamato Beato da Giovanni XXIII il 12 novembre 1961. Presso il convento si trova un piccolo Museo dedicato al Beato.
La località è oltremodo celebre sia per la sua incantevole posizione dalla quale si domina tutta la bassa Vallecamonica ed il lago d'Iseo, sia per la richezza delle sue espressioni artistiche ed architettoniche, sia per il senso di pace e di quiete che il sito trasmette; ma in particolare per la devozione che migliaia di fedeli portano nei confronti del Beato Innocenzo da Berzo.
Al suo interno si possono ammirare alcuni cicli di affreschi particolarmente pregiati, fra cui emerge la vita di Gesù e la sua Passione della parete divisoria attribuita alla scuola del Da Cemmo, quelli del coro raffiguranti la storia di Maria dipinti nel 1475 da Giovan Pietro da Cemmo.
Altri affreschi raffigurano scene di vita dei santi ed altri temi religiosi e sono opere, fra gli altri, di: Maestro di Bienno, Tura, Cossa, Lamberto Orazio De Rossi.
Vi sono inoltre diversi dipinti i cui autori sono: Antonio Paglia, Nicola Grisani, Antonio Morone, Lorenzo Zanettino, R. Focardi,. Nel 1995, su iniziativa della Pro Loco, la strada che da Cogno e Piamborno sale al convento dell'Annunciata è stata chiamata "STRADA DEL BEATO"; in ricordo del Beato Innocenzo da Berzo che, ospite del convento per lunghi anni, la percorreva per andare a predicare e confessare nei borghi della Vallecamonica.
Nella primavera del 1996 lungo la "STRADA DEL BEATO" in località Piana di Gobbia è stata allestita un'area definita: "OASI DEL BEATO", con una grande stele marmorea raffigurante il Beato Innocenzo.


CELEBRAZIONI

CELEBRAZIONI: Le celebrazioni riferite al Beato Innocenzo da Berzo hanno due scadenze annuali: il 3 marzo a Berzo Inferiore, a commemorazione della sua morte avvenuta presso l'infermeria del convento dei Padri Cappuccini di Bergamo; la seconda domenica di Agosto all'Annunciata di Piancogno nel cui convento Padre Innocenzo ha vissuto santamente quindici anni della sua vita in quella comunità francescana.

CELLA MUSEO: Presso il convento i suoi confratelli, hanno allestito a museo la cella e l'annesso vano claustrale dove Padre Innocenzo da Berzo soleva prostrarsi a pregare ad ogni ora del giorno e della notte. Molti angoli del complesso francescano narrano della sua santa presenza. Ne fanno fede gli aneddoti narrati nelle sue biografie in cui si ricorda come il suo modo di rapportarsi con la comunità della quale faceva parte era sempre oltremodo umile e permeato di altissima reverenza cristiana. Nella cella, la cui finestrella dà sulla vallata sottostante, ma principalmente posta a fronte del suo paese d'origine, Berzo Inferiore, vie è tuttora presente l'intelaiatura che conteneva il pagliericcio dove si coricava nei momenti di riposo.

IN MUSEO: Espone alcuni oggetti appartenuti al fratino di Berzo nell'arco della sua esistenza terrena quali, la culla ove è stato posto dopo la nascita, oggetti personali, paramenti di sua pertinenza per le celebrazioni religiose, suoi strumenti di penitenza, proposte che ne narrano la vita e la santità.

FESTA DEL 40° ANNO
DELLA BEATIFICAZIONE DEL
BEATO INNOCENZO DA BERZO.



INDIRIZZI


PER IL BEATO INNOCENZO:
Padre Serafico, Vicepostulatore, Convento dell'Annunciata, 25052 Cogno (Brescia) tel. 0364\45180
PER LA COMUNITA' DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI:
Padre Superiore del Convento dell'Annunciata, 25052 Cogno (Brescia) tel. 0364\45005


PUBBLICAZIONI


Bollettino semestrale: "Beato Innocenzo da Berzo" redatto dalla Vicepostulazione.





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